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CARATTERISTICHE INGREDIENTI MANGIME
Molti ingredienti hanno caratteristiche che richiedono modi e livelli diversi di trattamento durante la pellettizzazione. La conoscenza di queste caratteristiche permette all"operatore di conoscere in anticipo quale effetto eserciteranno sulle singole formule alimentari l"umidità, la pressione ed il calore, facendogli sapere in anticipo che cosa può fare per pellettizzare il mangime nel modo più efficiente.
Il mangime e le caratteristiche dei componenti sono determinati dai fattori seguenti:
1. le Proteine 2. la Densità 3. il Grasso 4. la Fibra 5. la Struttura 6. gli Amido o carboidrati 7. l" Umidità
Ciascun mangime o ingrediente ha una caratteristica unica che dipende dalla variazione di uno o più di questi fattori.
La qualità del mangime pellettizzato varierà con il variare dei fattori degli ingredienti. Molte volte si riduce le capacità della pressa perché è l"unico modo per ottenere un determinata qualità del pellet e non è sempre possibile controllare gli ingredienti che costituiscono una formula oppure apportare degli aggiustamenti corretivi. Alcuni software di formulazione a costi bassissimi condizionano la qualità del pellet: purtroppo i costi degli ingredienti continuano ad essere un fattore di primaria importanza quando si determinano le formule del prodotto finale.
Proteina e densità
Normalmente la capacità di produzione oppure la qualità del pellet di una formula possono essere previste quando si prendano in considerazione i fattori di proteina e densità.
Ingredienti ad "alta proteina naturale" si plasticizzeranno con il calore, il che darà come risultato pellet di buona qualità. Ingredienti o mangimi ad "alta densità" hanno alte capacità di produzione.
Se un ingrediente o un mangime ha un alto contenuto di proteina naturale e una elevata densità, ci si può senz"altro aspettare alte capacità di produzione e buona qualità di pellet. Quando i fattori sono invece con bassa proteina ed alta densità, ci si può aspettare alte capacità produttiva ma una povera qualità del pellet. Un esempio di questo tipo di ingrediente è il "mais" macinato. Al contrario un ingrediente o un mangime che abbiano molta proteina e bassa densità dovrebbero produrre una buona qualità di pellet ma con bassa capacità produttiva. Alcuni esempi di questo tipo sono: farina integrale di alfalfa (erba medica), pannocchie macinate di frumento, gusci di semi di cotone e mangime glutinato di frumento.
La densità volumetrica di una formula è un fattore importante per la determinazione delle capacità produttive di una pressa cubettatrice:
Se potete ridurre la granulometria dei prodotti da pellettizzare si avrà:
1. Migliore qualità 2. Aumento della capacità della pressa 3. Aumento densità volumetrica 4. Efficienza maggiore 5. Maggiore durata matrice
Una qualità migliore ed una maggiore capacità della pressa si ottengono da una riduzione di misura delle particelle perché il vapore penetra nelle particelle più piccole attraverso il nucleo rendendole soffici e plastiche. In ogni caso, a causa del breve tempo di ritenzione/soggiorno nel condizionatore, il vapore non è in grado di penetrare nelle particelle più grandi, lasciando completamente asciutto il centro.
Una granulometria troppo grossa provocherà fenditure e fratture nel pellet. Una granulometria più fine aumenterà l"efficienza della vostra pressa. La macinazione più fine aumenta inoltre la durata della matrice.
Grasso
Il contenuto di grasso di un ingrediente o di un mangime può significare sia grasso naturale sia grasso aggiunto. Entrambi costituiscono un aiuto per l"aumento della capacità. La qualità del pellet potrebbe essere influenzata/compromessa seriamente con l"aggiunta di troppo grasso (oltre 2%).
Fibra
La fibra crea problemi e riduce la capacità produttiva delle macchine, in quanto risulta difficile comprimere la fibra in un pellet. Ma grazie ai leganti naturali inerenti alla fibra, si ottiene una buona qualità di pellet.
Struttura
Quando ci si riferisce alla struttura, è necessario prendere in considerazione tre aree generali: grezzo, medio e fine. Materiali macinati finemente o in modo medio forniscono un"area superficiale maggiore per l"assorbimento dell"umidità dal vapore, dando come risultato una migliore lubrificazione e un aumento della velocità di produzione. Dunque, più particelle sono esposte al vapore provocando possibili modificazioni chimiche che possono essere necessari per la qualità. La densità iniziale può essere aumentata quando si comprende un mix di materiale macinato medio e fine.
Macinazioni troppo grossolane creano grandi dimensioni delle particelle con conseguente aumento dei punti di rottura naturali nei pellet creando un elevato ritorno di polveri.
Amido
E" difficile produrre un buon pellets con ingredienti con molto amido. Gli agglutinamenti naturali possono essere attivati solamente con alte temperature ed umidità. Il materiale gelatinizzato agisce come legante per produrre un pellet della qualità desiderata.
Se, per qualsiasi ragione, gli amidi naturali di un mangime sono stati gelatinizzati prima della pellettatura, si può prevedere una qualità di pellet scadente. Un esempio sarebbe l"essicazione dieicereali ad alte temperature che provocherebbero pregelatinizzazione.
Umidità
Una sufficiente umidità aggiunta prima della pellettizzazione può essere desiderabile per raggiungere una buona durevolezza del pellet. Come fatto presente in precedenza, molti degli ingredienti odierni, come i grani dei fabbricanti di birra, sono di natura molto secca e l"aggiunta di umidità con l"aggiunta di vapore favorisce la produzione di pellet se detta umidità ha l"opportunità di condizionare la farina prima di raggiungere la camera di cubettatura.
Se non si ottiene un"adeguata qualità di pellet con il condizionamento di vapore e/o la scelta della matrice, può essere aggiunto al mangime un legante. Due tra quelli maggiormente utilizzati sono la bentonite ed il sulfonato di lignina. I leganti artificiali vanno ad aumentare i costi di un mangime e possono essere utilizzati solamente quando sono stati esauriti tutti gli altri mezziper ottenere un buon pellets.
Riepilogo:
1. Elencare i fattori principali che determinano le caratteristiche del mangime e degli ingredienti. 2. Perché gli ingredienti ad alte proteine naturali producono normalmente una buona qualità di pellet? 3. Quando un ingrediente ha, come fattori, poche proteine ed alta densità, quale tipo di produzione e qualità ci si può aspettare? 4. Che cosa provocherebbe nella capacità produttiva l"aggiunta di grasso alla formula di un mangime? 5. Quale tipo di qualità di pellet ci si può attendere con ingredienti a fibre alte in una formula? Perché? 6. Perché i materiali macinati finemente o mediamente sono considerati i migliori per la pellettatura? 7. L"uso di materiali macinati in modo grosso, quali maggiori problemi di produzione presentano?
Per valutare correttamente le condizioni di lavoro di una pressa si dovranno raccogliere e analizzare i dati seguenti:
Specifiche della trafila usata Umidità iniziale della farina Temperatura ambiente Pressione vapore Temperatura della farina condizionata Temperatura del pellets all’uscita della matrice Temperatura del pellets allo scarico del raffreddatore Umidità della farina condizionata Umidità del prodotto finale Umidità aggiunta con vapore % di polveri (durezza del pellets) Capacità della pressa
Interpretazione dei risultati
Un aumento eccessivo della temperatura tra la farina condizionata all’uscita del mescolatore e l’uscita del pellet dalla matrice (+3/+6°C) suggerisce che la farina non è sufficientemente lubrificata cioè che non si sta usando sufficiente vapore o che la trafila ha uno spessore troppo elevato per l’applicazione specifica.
Se si incontrano delle difficoltà a raggiungere la temperatura desiderata se non con un eccessivo aumento dell’umidità allora può significare:
a) che la qualità del vapore non è sufficientemente buona
o
b) che il contenuto iniziale di umidità della farina è troppo alto
o
c) che abbiamo una situazione in cui si presentano assieme i due fattori negativi precedenti.
Una temperatura eccessiva del pellet dopo raffreddatore ( per esempio più di 6°C sopra la temperatura ambiente) significa che il raffreddatore non è dimensionato sufficientemente, cioè che il tempo di soggiorno è troppo breve o la quantità d’aria insufficiente (o una combinazione dei due fattori).
L’umidità del prodotto finito dovrà essere quasi eguale all’umidità della farina cioè il raffreddatore dovrà eliminare l’umidità aggiunta con il condizionamento a vapore ma, allo stesso tempo non dovrà scendere al di sotto dell’umidità iniziale in quanto il raffreddatore deve raffreddare e non seccare.
Una eccessiva presenza di polveri o una durezza insufficiente del pellet suggerisce che la farina non è stata opportunamente condizionata o che la matrice non è sufficientemente comprimente nel caso particolare.
La capacità della pressa si determina facilmente raccogliendo in un sacco allo scarico della stessa, 20-30 secondi di prodotto, pesandolo e moltiplicando la lettura ottenuta.
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